XII (90)
Muoio contento; e se salir m'è dato
Per mia gran sorte in sull'Empirea sede,
Presso il gran Zio, cui porse umiliato
L'Orbe fedel baci divoti al piede,
Dirò: “Lasciai laggiù, Padre beato,
Il Figlio mio, di vostre doti erede:
Quanto voi fido al Veneto Senato,
Di Pietro, quanto voi, fido alla Sede.
Lasciai mesto il German, cui Dio non vuole
Conceder frutto al grande innesto eguale,
Frutto di bella e generosa prole.
Ma invan la stirpe nostra il tempo assale:
Ché di vostr'opre e del gran nome il Sole
Chiara al Mondo la serba ed immortale.”