XII. - Ballata contro le vecchie invidiose

By Bernardo Giambullari

Queste vecchie grinze e nere

sono schiatta di cicale

che sempre commetton male;

peggio vorrebbon vedere.

Le son tutte d'una buccia

di dir mal delle pulzelle;

l' hanno visi di bertuccia,

grinza e bigia hanno la pelle:

sempre studiano in novelle

biasimando questa e quella.

Cascar possin le cervella

a quante vecchie si può vedere.

Queste vecchie dispettose

guasterebbono el paradiso,

e le son tutte invidiose.

Quando veggono un bel viso,

elle lo guardon ben fiso

e po' fanno lor pensiero:

- El mi' è sì grinzo e nero:

chi diavol mi vorre' vedere? -.

Se le veggono una coppia

che si portin grande amore,

la lor pena si raddoppia,

par che gli esca loro 'l core,

e le muoion di dolore

ch' hanno la rabbia nell'ossa;

e con tutta la lor possa

a nessun posson piacere.

Ell' hanno gran pene e doglie

ché le son cariche d'anni

e non s' han tratte le voglie.

Questo dà lor grand'affanni.

Le si veggono in que' panni

con soggoli e sciugatoi;

veggon che 'l pentirsi poi

è gran pena e dispiacere.

Le non posson ristorare

el tempo ch'ell' hanno perduto;

le si veggon rifiutare

da chi ha lor ben voluto,

e col lor pensier aguto

voglion far di lor vendetta.

Guai a quella giovinetta

che fa loro un dispiacere!

I' n'ho sopra a capo dua

ch' i' non posso favellare,

ch'ognuna dice la sua:

cheta mi conviene stare.

I' non posso a festa andare,

né in casa di vicina,

né da sera né da mattina

poss'aver nessun piacere.

Fanciullette, aprite gli occhi

quando prendete marito,

guardate che non vi tocchi

aver suocera a gnun partito;

vo' avete pure udito

che per la suocera mia

non so mai che ben si sia,

né ispero di sapere.

Or vanne, ballata mia,

da mie parte alla versiera;

se la vuol far cortesia,

di' che venga con suo schiera;

e non passi primavera,

quante vecchie son nel mondo

ne le meni nel profondo,

e laggiù si dien piacere

queste vecchie grinze e nere.