XII.
Donna reale, a i cui santi disiri
grazia già fece la bontà superna
di me, ch'or fatto son chiara lucerna
sopra i celesti, ardenti, alti zafiri;
poi che fuor di sospetto e di martiri,
godo del ben che ne l'alme s'interna,
deh! non turbate la mia pace eterna
col pianto vostro, e co' i vostri sospiri.
Qui mi viv'io, dove 'l pensier non erra;
dove luogo non ha terreno affetto;
e co' i piè calco gli stellanti chiostri.
E se quassù giungesser gli occhi vostri,
vedendo fatto me novo angeletto,
qui bramareste, e non vedermi in terra.