XII

By Veronica Franco

Oh quanto per voi meglio si faria,

se quel, che 'l cielo ingegno alto vi diede,

riconosceste con più cortesia,

sì che impiegarlo in quel, che più si chiede,

veniste, disdegnando il mondo frale,

che quei più inganna, che gli tien più fede;

e, se lodaste pur cosa mortale,

lasciando quel ch'è sol del senso oggetto,

lodar quel ch'al giudicio ancor poi vale:

lodar d'Adria il felice almo ricetto,

che, benché sia terreno, ha forma vera

di cielo in terra a Dio caro e diletto.

Questa materia del vostro ingegno era,

e non gir poetando vanamente,

obliando la via del ver primiera.

èenza discorrer poeticamente,

senza usar l'iperbolica figura,

ch'è pur troppo bugiarda apertamente,

si poteva impiegar la vostra cura

in lodando Vinegia, singolare

meraviglia e stupor de la natura.

Questa dominatrice alta del mare,

regal vergine pura, inviolata,

nel mondo senza essempio e senza pare,

questa da voi deveva esser lodata,

vostra patria gentile, in cui nasceste,

e dov'anch'io, la Dio merc', son nata;

ma voi le meraviglie raccoglieste

d'altro paese; e de la mia persona,

quel ch'Amor cieco vi dettò, diceste.

Una invero è, qual dite voi, Verona,

per le qualità proprie di se stessa,

e non per quel che da voi si ragiona;

ma tanto più Vinegia è bella d'essa,

quanto è più bel del mondo il paradiso,

la cui beltà fu a Vinegia concessa.

In modo dal mondan tutto diviso

fabricata è Vinegia sopra l'acque,

per sopranatural celeste aviso:

in questa il Re del cielo si compiacque

di fondar il sicuro, eterno nido

de la sua f', ch'altrove oppressa giacque

e pose a suo diletto in questo lido

tutto quel bel, tutta quella dolcezza,

che sia di maggior vanto e maggior grido.

Gioia non darsi altrove al mondo avezza

in tal copia in Vinegia il ciel ripose,

che chi non la conosce, non l'apprezza.

Questo al vostro giudicio non s'ascose,

che de le cose più eccellenti ha gusto;

ma, poi la benda agli occhi Amor vi pose,

dal costui foco il vostro cor combusto,

vi mando agli occhi de la mente il fumo,

che vi fece veder falso e non giusto.

Ned io di me tai menzogne presumo,

quai voi spiegaste, ben con tai maniere,

che dal modo del dir diletto assumo;

ma non perciò conosco per non vere

le trascendenti lodi, che mi date,

sì che mi son con noia di piacere.

Ma, se pur tal di me concetto fate,

perch'al nido, ov'io nacqui, non si pensa

da voi, e 'n ciò perch'ognor nol lodate?

Perch'ad altr'opra il pensier si dispensa,

se per voi deve un loco esser lodato,

che dia al mio spirto posa e ricompensa?

Ricercando del ciel per ogni lato,

se ben discorre in molte parti il sole,

però vien l'oriente più stimato;

perché quasi dal fonte Febo suole

quindi spiegar il suo divino raggio,

quando aprir ai mortali il giorno vuole:

così anch'io 'n questo e in ogni altro viaggio,

senza col sol però paragonarmi

per mio oriente, alma Venezia, t'aggio.

Questa, se in piacer v'era dilettarmi,

dovevate lodar; e con tal modo

al mio usato soggiorno richiamarmi.

Lunge da lei, di nullo altro ben godo,

se non ch'io spero che la lontananza

dal mio vi scioglia, o leghi a l'altrui nodo.

Continuando in cotal mia speranza,

prolungherò più ch'io potrò 'l ritorno:

tal che m'amiate ha lo sdegno possanza!

Così vuol chi nel cor mi fa soggiorno:

amor di tal, che per vostra vendetta

forse non meno il mio riceve a scorno;

ma, come sia, non ritornerò in fretta.