XII.
Poscia che sotto ' l ciel nostro intelletto,
vile in bassa pregion quasi si muore,
se d'amor non l'aviva ardente effetto,
né cosa è che ci renda al gran fattore
più conformi, e di lui c'innazi a paro,
ch'è pura luce d'amoroso ardore,
et ringratio amor, che del più illustre, e chiaro
raggio m'accese, ch'entro nel suo impero
huom mai scaldasse più gradito, e caro.
Mercé di mortal dea che con severo
ciglio mi scorge in alto, e 'n cui traluce
di celeste splendor un lampo altiero,
così foss'io 'l gran ciel ch'in giro adduce
le fisse stelle, per ché in tale stato
di lei mirar potrei l'intiera luce.
Questa vita ch'alcun dice, è quasi un prato
ov'è nascosto il serpe, e quindi nasce,
ch'alcun non vi si trova esser beato
onde altri brama esser già morto in fasce,
altri dolenti di sua dura sorte
sol di lamenti, e di sospir si pasce,
o se pur doglia non l'ingombra, o morte
queto e contento altro giamai non vive
che l'hore del piacer son rare e corte.
Queste a me care, et honorate rive
non così udran a me nei colli intorno
non così udrete voi dolci aure estive,
aure figlie del sol che al caldo giorno
soavi raggirate il ciel sereno,
portate queste voci d'ogni intorno
ch'io dalla contentezza accolto in seno
forse sol sotto il cerchio della luna
lieto mi vivo, e fortunato a pieno,
non per altra caggion che per quest'una
che nacqui al tempo vostro, e piacque poi
che vostro io fossi all'alta mia fortuna.
Donna degna d'impero, i' dicco a voi,
che le gratie immortali al mondo spente
con l'antico valor sendete a noi,
s'io stendessi 'l mio nome oltre la gente
dal mar d'Atlante, o sovra il verde lito
che vede 'l sol quand'esce d'oriente,
e 'l poco mio poter fosse infinito
tanto nol prezzarei quanto m'apago
che ' l fidel mio servir sia a voi gradito.
Al desir mio così contento, e pago
dogliomi sol che par non sia l'ingegno,
né risponda lo stil leggiadro e vago
per ché vagar potessi entro 'l bel regno
de' vostri honor, ma qual ingegno ad arte
verrà giamai che gionga al'alto segno?
Ché le lodi vergate in dotte carte
dal'origin del mondo accolte insieme
di voi non vaglion la men degna parte.
Poi ché questo non posso, le supreme
forze del cuor rivolgo ai vostri rai,
et indi andando fin all'hore estreme
adorerovi, e pregherò che mai
il vostro amor da me non sia diviso
e ' l dolce lume, onde già il ciel mirai,
non mi si toglia del mio paradiso.