XII

By Bernardo Pulci

Più volte gli occhi al cor lasso rivolti:

«Perché tanti sospir rendi di fore,

repetendo pur gli anni, e giorni e l'ore

che ci fan lagrimar miseri e stolti?»

«E voi, che fusti già da' lacci sciolti

e poi seguiste il giovinil ardore,

se vi rimembra ben del nostro errore,

cagion porgesti a chi così ci ha volti».

Ma io, che colpa delle vostre fole?

Tal volta l'alma: «E sono in tal suplizio

che poco resta a morte d'intervallo».

Soggiungo allor con simili parole,

sorridendo: «Di me miglior giudizio

sarà censor del vostro immenso fallo».