XII
Villi a l'intuito mio formosi et grati,
che del mio bel Camil lasciato havete
le dolci exuvie et per contacto sete
in questa toga mia conglutinati;
villi che foste un tempo sì beati
che ben invidia a i lincei far potete,
vulpei villi che da me sarete
con più di mille cantici honorati,
se ben a calefacer la natura
vi insegna et io mi senta ogn'hor nel core
per lo dominio vostro ardente foco,
state immobili pure in questo loco,
perché il mio incendio è sì fuor di misura
che non può farsi un atomo maggiore.