XII

By Francesco Beccuti

Superbo cuor sotto un aspetto umìle

senza molto cercar spesso si trova,

ma che superbo aspetto un cuor gentile

nasconda è cosa inusitata e nova;

e quanto più è, quel, brutto esempio e vile,

tanto più bel quest'altro in voi si prova;

ché celate ad ognun con vista altiera

pura umiltade e gentilezza vera.

E come a un volto falsamente pio

tosto ne le sue reti ognun trabocca,

così l'altiera fronte ogni desio

frena, quando di voi pensier gli tocca;

ma chi vi vede poi, come vid'io,

in sì dolci parole aprir la bocca,

resta pien di vergogna e pentimento

d'essere stato a darvi 'l cuor sì lento.

Ed io n'avrei vermiglio ancor l'aspetto,

se fossi stato a darvi 'l mio più tardo;

ma pur, e troppo contra ogni disdetto,

incominciò quel fuoco ond'io tutt'ardo;

e portato l'ho chiuso entro nel petto,

spaventato dal vostro orribil sguardo:

or che vegg'io sotto contrario velo

non pensata umiltà, più non vel celo.

Ma chiusa fiamma, ond'ha il dolor più vivo,

chiuder non posso in così breve foglio:

se qui notassi quel ch'in cuore scrivo,

io farei di pietà rompere un scoglio.

Dunque se 'l vostro bel lume visivo

cerca parte saper del mio cordoglio,

legga nel volto, del mio cuore speglio,

né può vederlo in altre carte meglio.

E s'ivi scritto apertamente vede

un cuor non finto in gentil voglie acceso,

un servir pronto, un'amorosa fede,

un desir sempre a l'onor vostro inteso,

quando talor il luoco e 'l tempo il chiede,

non mi sia 'l guardo e 'l bel parlar conteso;

queste due cose chieggo e non più innanti,

ultima speme de' cortesi amanti.