XII
Quella virtù che 'l cor gentil notrica
e mansueta rend'ogni fera alma,
or vago ardir mi porge e 'l core incalma
che un mio concetto a te scrivendo dica,
perché, d'amor leggendo sua rubrica,
intesi il fin della cercata palma,
che dolce fa parer la grave salma
e raro premia altrui di sua fatica.
Ond'io saper vorrei da cui procede
che dolcemente offende e dona morte
e l'alma nel suo mal contenta sede,
e se virtù si chiama o crudel sorte,
e s'occhio uman già mai sua forma vede.
Deh, dimel, priego, o dolce mio consorte!