XII

By Giusto de' Conti

Spento ha degli occhi bei l'altero lume

La debile mia vista, sì ch'io vivo

Omai cieco nel mondo, et son già privo

Del senso, che mi spinse al mal costume.

Ma lasso, perché il duol più mi consume,

Tra il nubiloso ciglio e il guardo schivo,

Talor si muove un raggio fugitivo,

Che in parte par le mie tenebre allume.

Del cui splendor riprendo nova luce,

Tal che dubbioso scorgo la mia morte,

Dove allor corro, perché ancor divampi:

Et veggio ben che la mia dura sorte

Sì vacillando là mi riconduce,

Perché m'abbagli et non veggia ov'io scampi.