XII
Questa anima real che di valore,
Caracciol mio, l'età nostra riveste
volgendo gli occhi all'atre mie tempeste,
fe' forza a morte e tenne in vita il core.
Tal che pensando ai rai del suo splendore.
ai modi santi, a le opre alte e modeste,
non trovo a' miei desir voci sì preste,
che possan per lodarla uscir di fòre.
Però spesso mi agghiaccio al primo assalto,
e, come vedi, tremo e impallidisco,
e la penna e la man si fa di smalto;
o se tal ora a incominciar mi arrisco,
vedendo sue virtù poggiar tant'alto,
uomo nol posso dir, dio non ardisco.