XIII. ALL'INCOMPARABILE CLIMENE TEUTONICA A CUI L'AUTORE MANDÒ DA LEGGERE ALCUNE...

By Vincenzo Monti

Climene, o ninfa, o dea che incisa stai

D'Arcadia bella su le sacre piante,

Ove pur anco rammentando vai

La divina armonía del tuo Comante;

Leggi i carmi che dianzi io meditai

D'un mirto all'ombra desolato amante;

Ma guarda ben che ancor non gli avvezzai

Alla sublime idea del tuo sembiante.

Quando il calor d'un'amorosa spene

Detta i teneri accenti al labbro e al core,

Tutti sanno cantar le proprie pene.

Ma il canto vil d'un misero pastore

Voler che piaccia all'immortal Climene

È peggio assai che delirar d'amore.