XIII

By Benedetto Biffoli

Libero nacqui, e or son fatto servo

per mezzo del signor che così vuole,

e per la possa delle suo parole

legato ho il core, il senso ed ogni nervo.

Ben veggio che 'l giacer mio è protervo

in tanta cecitade; onde e' mi dole,

e ma' più credo ch'altro sotto il sole

trovar si possa dolore più acervo.

Tôrmi vorrei da questo istran piacere,

ch'or mi dà morte ed or mi fa vivace,

e quel ch'i' non vorrei convien volere.

Onde oggi guerra, doman spero pace,

e quando andar potrei, convien giacere.

Certo io ben veggio ch'Amore è fallace;

sotto il qual sempre giace

infamia, danno e par somma follia:

fuggire Elèna non truovo la via.