XIII
Libero nacqui, e or son fatto servo
per mezzo del signor che così vuole,
e per la possa delle suo parole
legato ho il core, il senso ed ogni nervo.
Ben veggio che 'l giacer mio è protervo
in tanta cecitade; onde e' mi dole,
e ma' più credo ch'altro sotto il sole
trovar si possa dolore più acervo.
Tôrmi vorrei da questo istran piacere,
ch'or mi dà morte ed or mi fa vivace,
e quel ch'i' non vorrei convien volere.
Onde oggi guerra, doman spero pace,
e quando andar potrei, convien giacere.
Certo io ben veggio ch'Amore è fallace;
sotto il qual sempre giace
infamia, danno e par somma follia:
fuggire Elèna non truovo la via.