XIII

By Francesco Beccuti

Fra cotante bellezze ed ornamenti

onde va ricca sovra ogni altra Flora

più di voi cosa non vagheggio ancòra,

che tenga gli occhi miei paghi e contenti;

ma s'io li fermo a contemplare intenti

nel sembiante gentil che m'innamora,

qual fallo è 'l mio, che fulminate allora

sguardi ver' me più che saette ardenti?

Se non si vieta il riguardar le stelle,

che son lumi del ciel, perché m'è tolto

di mirar l'altre cose in terra belle?

Pur che ver' me rassereniate il volto,

andrò spargendo in queste parti e 'n quelle

che 'l fior d'ogni bellezza è 'n voi raccolto.