XIII

By Giosue Carducci

Corri, tra' rosei fuochi del vespero,

corri, Addua cerulo: Lidia su 'l placido

fiume, e il tenero amore,

al sole occiduo naviga.

Ecco, ed il memore ponte dilungasi:

cede l'aereo de gli archi slancio,

e al liquido s'agguaglia

pian che allargasi e mormora.

Le mura dìrute di Lodi fuggono

arrampicandosi nere al declivio

verde e al docile colle.

Addio, storia de gli uomini.

Quando il romuleo marte ed il barbaro

ruggîr ne' ferrei cozzi, e qui vindice

la rabbia di Milano

arse in itali incendii,

tu ancor dal Lario verso l'Erìdano

scendevi, o Addua, con desio placido,

con murmure solenne,

giù pe' taciti pascoli.

Quando su 'l dubbio ponte tra i folgori

passava il pallido còrso, recandosi

di due secoli il fato

ne l'esile man giovine,

tu il molto celtico sangue ed il teutono

lavavi, o Addua, via: su le tremule

acque il nitrico fumo

putrido disperdeasi.

Moriano gli ultimi tuon de la folgore

franca ne i concavi seni: volgeasi

da i limpidi lavacri

il bue candido, attonito.

Ov'è or l'aquila di Pompeo? l'aquila

ov'è de l'ispido sir di Soavia

e del pallido còrso?

Tu corri, o Addua cerulo.

Corri tra' rosei fuochi del vespero,

corri, Addua cerulo: Lidia su 'l placido

fiume, e il tenero amore,

al sole occiduo naviga.

Sotto l'olimpico riso de l'aere

la terra palpita: ogni onda accendesi

e trepida risalta

di fulgidi amor turgida.

Molle de' giovani prati l'effluvio

va sopra l'umido pian: l'acque a' margini

di gemiti e sorrisi

un suon morbido frangono.

E il legno scivola lieve: tra le uberi

sponde lo splendido fiume devolvesi:

trascorrono de' campi

i grandi alberi, e accennano,

e giù da gli alberi, su da le floride

siepi, per l'auree strisce e le rosee,

s'inseguono gli augelli

e amore ilari mescono.

Corri tra' rosei fuochi del vespero,

corri, Addua cerulo: Lidia su 'l placido

fiume naviga, e amore

d'ambrosia irriga l'aure.

Tra' pingui pascoli sotto il sole aureo

tu con l'Erìdano scendi a confonderti:

precipita a l'occaso

il sole infaticabile.

O sole, o Addua corrente, l'anima

per un elisio dietro voi naviga:

ove ella e il mutuo amore,

o Lidia, perderannosi?

Non so; ma perdermi lungi da gli uomini

amo or di Lidia nel guardo languido,

ove nuotano ignoti

desiderii e misterii.