XIII

By Ludovico Leporeo

Tu, che di carità da l'ordin esci

E le fatiche altrui godi e rapisci,

Mentr'altri si lamenta, e tu gioisci,

E 'l mondo tutto vagabondo mesci.

Non dormi, astuto, e a male oprar t'appresci,

E trampe e lacci e tradimenti ordisci;

Ma tanto di trescar non la finisci

Che resti cibo ai cani ed esca ai pesci,

Quasi con occhi sanguinosi e mosci;

E mentre spogli altrui te stesso scusci,

E d'angonia di fellonia strangosci.

Covi de l'ova altrui cucolo i gusci,

Mentre di vita indegno ti conosci,

Sempre di morte vedi aperti gli usci.