XIII

By Michele del Giogante

Io non so chi si sia quel dicitore

del qual ier sera tre sonetti vidi,

ma se del mie qui giudico ti fidi,

affermo mai non sentissi il migliore.

Né non so chi si sia quel sonatore,

né donde tratti gli hai né chi gli guidi,

se non è il ciel solcando i nostri lidi,

sol per dolcezza del tuo grande ardore.

S'egli è così, ché così fermo tegno

al primo fa' qualch'opera gentile

in un capitol bel trattar d'amore

della nimica tua; poi, per ritegno

di quel secondo, un più propinqu'e vile

trovar gli fa', col tuo propio favore.