XIV. - Il tempo d'amore non dev'esser perduto

By Bernardo Giambullari

Forse non sarò i' creduto

da chi m'ha ferito il core.

Oimè, che per su' amore

moro, s'io non ho aiuto.

I' mi veggo esser rivolto

d'un voler ch'ero disposto.

Ero libero e disciolto;

or mi veggo sottoposto.

Vo' fuggire, e i' m'accosto

più ogni ora al mio dolore.

Priego 'l mio caro signore

che mi doni il suo aiuto.

O Amor, le tuo saette

m'hanno sì percosso 'l petto!

S' tu avessi a far vendette,

sare' troppo a tal rispetto.

Non voler sì giovinetto

ch'i' finisca l'ultim'ore,

ma disponi chi ha 'l mie core

che mi doni el suo aiuto.

Regger più questo martire

non può l'alma mia dolente;

anzi crede presto uscire

fuor della penosa mente.

I' ti priego umilemente,

gentil fiore, o fresca rosa,

che tu sia di me piatosa

a donarmi il tuo aiuto.

E' mi par giusta ragione

che chi ama amato sia.

Vuols'amar con discrezione

'nver di quel che ti disia.

Per nessun modo che sia

non si lasci per timore

perdere el tempo d'Amore;

ché duol poi il tempo perduto.