XIV xvii

By Guido Guinizzelli

Sì sono angostioso e pien di doglia

e di molti sospiri e di rancura,

che non posso saver quel che mi voglia

e qual poss'esser mai la mia ventura.

Disnaturato son come la foglia

quand'è caduta de la sua verdura,

e tanto più che m'è secca la scoglia

e la radice de la sua natura:

sì ch'eo non credo mai poter gioire,

né convertir – la mia disconfortanza

in allegranza – di nessun conforto;

soletto come tortula voi' gire,

solo partir – mia vita in disperanza,

per arroganza – di così gran torto.