XIV.

By Giuseppe Parini

Quando il Nume improvviso al suol Latino,

Benché celando i rai, sentir si feo,

Scosse Roma i gran fianchi, e il cor s'empieo

Di speme, e volse in mente altro destino.

Mugghiò l'urna del Tebro, e al mar vicino

Più minaccioso il suo fragor cadeo:

Balzaro i sette colli; e dal Tarpeo

Vibraron l'aste lor Marte e Quirino.

Ma la Superstizion col cieco morso

Frenò gl'impeti arditi a Roma in petto;

E grave le pesò sul senil dorso.

Quella infelice ripiombò nel letto

Di sue vergogne, e disperò soccorso;

E il momento miglior sparve negletto.