XIV
O indiscreto, perfido tiranno,
nimico a chi mantien tuo signoria,
o donator di morte e vita ria,
d'ogni pericol padre e d'ogni affanno,
sie maladetto l'ora, el punto e l'anno
ch'i' volsi e passi alla tuo torta via,
per seguir la crudel nemica mia,
allegra sempre d'ogni nostro danno!
Né prender mi potevi in altra forma
che negli occhi di quella, dove iscorto
lessi: «Qui si riposa ogni tuo pace».
O amorosa legge falsa e 'nnorma,
che vuol ch'i' sia da quella cosa morto,
che più amo nel mondo e più mi piace!