XIX (23)

By Luca Contile

Amico, ragionando insieme spesso,

spesso la fede tua dolce mi tocca

l'anima, e in lei da te fida trabocca

la tua, così convertesi in me stesso.

E se tal dono non restasse oppresso

dal biastemevol uso di tua bocca,

ch'in te solo ritorce, quando scocca

da tua lingua, qual frezza, il brutto eccesso,

un altro me direi, vivrà, se moro

e se vivo uno spirto in dui soggetti

il mondo mirarà chiari e felici.

Però non disprezzar l'eterno coro

che te, non lui, nel biastemarlo infetti,

se vuoi che siamo internamente amici.