XIX. - Compianto in morte di bella donna

By Bernardo Giambullari

L'aspra fortuna ria

mi fa gir lamentando,

da poi ch'ella diè bando - all'alma mia.

Oh, misero meschino,

che aspra doglia sento nel mie core!

Sospiro a capo chino

e vo cercando il mio caro signore,

e con grieve dolore

la sua partita piango;

alla fonte rimango - ov'ella gia.

Risguardomi d'intorno

con amari sospiri e con gran doglia,

e poi sanza soggiorno

la morte priego di vita mi scioglia.

Oh, quanti ne dispoglia

contr'alla voglia loro!

e per più mio martoro - mi fugge via.

Ella vola sanz'ale,

questa morte crudele acerba e dura,

iniqua micidiale:

non ha riguardo e va sanza paura.

Di sì degna figura

n'è troppo gran peccato

che 'l suo viver mancato - al mondo sia.

Non mi posso dar pace

ch'una cosa leggiadra e tanto degna,

rigogliosa e aldace

sì brievemente in un punto men vegna.

Ell'era pur la 'nsegna

di tutte le bellezze.

Le suo piacevolezze - ogn' uòn disia.

Gita se n' è volando

suo vergin alma nel celeste coro,

d'allegrezza cantando,

fuggito il mondo rio pien di martoro.

Che filice tesoro

è quel ch'ella possiede!

E contenta si vede - e sempre fia!

Or sia nella buon'ora.

Duolmi questa crudele aspra partita.

La fonte piange e plora,

ché di sì bel principio ell'è 'mbastita.

Oh, quanto era mie gita

dalla fonte all'ulivo!

Hammi del piacer privo - la morte ria.