XIX

By Giovanni Prati

Questo dio, che si cangia in mille forme,

che allegra l´onda di perpetui balli,

che infiora il crin delle nereidi e dorme

sovra letto di perle e di coralli;

e che, quando nel mar con le sue torme,

del gran padre annitrir sente i cavalli,

tutte misura con più rapid´orme

ch´ala di falco le nettunie valli:

questo mirabil dio s´è fatto anch´egli

vecchio e solingo pescator, che fruga

livide gore e putridi fossati:

e n´ha sozze le man, sozzi i capegli,

e gli solca la fronte, a mo´ di ruga,

la memoria de´ regni invendicati.