XIX

By Giuseppe Parini

Sì vaga pianta e sì gentil avea

con mie lunghe fatiche a tal ridutta,

che le sue fronde invidiar parea

ogni arboscello, anzi la selva tutta;

nè più di borea o d'aquilon temea

contra i be' rami suoi l'orrida lutta;

ma lieto alla sua dolce ombra sedea,

pur cogliendone alfin le prime frutta:

quando Giove improvviso ecco disserra

fulmine, che col colpo i rami adorni

in uno e me con lo spavento atterra.

Or giace il parto di sì lunghi giorni;

ed io stommi guardando in su la terra

ch'alcun germoglio a pullular ritorni.