XL

By Giovanni Alfonso Mantegna

Lasso, ch'ognor vago desìr mi mena

a contemplar l'angelica bellezza

che mi nutrisce il core, e in dolcezza

cangia l'acerba mia noiosa pena!

E 'n rimirar la fronte alma e serena,

gli occhi e le guance, ho sì l'anima avvezza

ch'ogn'altro oggetto al mondo odia e disprezza

come cosa mortal, vile e terrena.

E quando i' sono a quel tesor d'appresso,

che del ciel mostra la pi` parte,

e cerco ombrarmi d'infinita gioia,

tosto d'un nembo rio mi sento oppresso,

che da quel chiaro sol lungi mi parte

perch'io in dolor miseramente moia.