XLI (45)

By Luca Contile

Quanto miseramente, aimè, m'accorgo

del van diletto che m'accora e strugge,

onde 'l mio buon desio si turba e rugge

e io confuso aiuto non gli porgo.

Anzi al nuovo peccar tosto risorgo,

perché 'l piacer terren gli spirti sugge,

l'anima adombra e la ragione adugge,

né contra a furor tal difesa scorgo.

Or con lusinghe, or con piacevol atto

la sensitiva vita adesca al male:

fasse di lei tiranno e cinge l'altra.

Così ritorna il buon valor disfatto.

O vita umana instabile e mortale,

al tuo mal pronta, al tuo ben poco scaltra!