XLI. SOPRA GLI OCCHI (ESTEMPORANEO).
Sotto due neri sottilissimi archi
Quando ti pose Amor luci sì belle,
Io giurerei che per gli eterei varchi
In quel dì si perdettero due stelle.
Da voi, begli occhi, a risguardar sì parchi
Piovon dolci sul cor auree fiammelle:
Voi plachereste gli aquilon che carchi
Vanno d'orridi nembi e di procelle.
Occhi più bei d'Alcina in fronte Astolfo
Non vide; e vostra luminosa lampa
Domar può l'ombra dello stigio golfo.
E fra la luce che sull'alma avvampa
In voi sta scritto, ardenti occhi di zolfo:
Vi fe natura, e poi ruppe la stampa.