XLI

By Guittone d'Arezzo

Guido conte Novello, se om da pare

ingiurie porta magne in pace, è manto;

ma via più troppo, se da suo menore;

e molto avante, ben de mal rendendo.

E dea tal mai chi prende ingiuriare,

o non bono alcun fare a bono tanto?

Villan troppo è maggio a chi maggiore

no studiar molto a bon bon respondendo;

e quanto più de ben rendere male!

E se da om omo anta

e tale, da Dio più quant'ha?

Quanto e' meglio è, maggio

laid'è laidir l'oltraggio.

Dio donque, re dei rei, bon di bon quale?

Voi tenuto maggio intra i maggiori

e non più grande che discreto e retto,

meritando e grazendo ov'è non merto,

serete solo in Dio donque indescreto?

Tutte descrezion, tutti valori

per vili, vani e per ontosi metto

de chi non bon lui, bono tanto esperto;

e chi lui bono, e' ha bon quanto dea queto.

Laido laidisce tutto e, più, bello. Guardate,

mercé, donque a non laidire,

e gradite grazire

le grazie e i piacer soi,

almen quanto gli altroi;

e, poi vol voi, mercé, non lui scifate.

Bono havi fatto e molto, e fa megli'ora,

ché lo migliore in bono de bono amore

v'ha sementato in core.

Mercé, ben lo coltate,

ma se non lo locate,

tanti averà contrari, temo mora.