XLI.

By Luigi Tansillo

Vaga la fera Parca del mio pianto,

Mosse vêr donna, ch'Amor diemmi in sorte,

Per far le fila dei bei giorni corte,

E 'l nodo scior, che strinse Imeneo santo;

Ond'io sul caro sen piansi cotanto,

Che fei viva pietà nel cor di morte.

Quanto dovrete voi pianger più forte?

Che farà il colpo, se il timor può tanto?

Ma dolce a voi, Signor, fido rifugio

Riman nel duol, le note alte divine,

Ch'amor vi desta, e i bei concetti vostri.

Io con l'umor degli occhi impetrai indugio

All'altrui vita e corso, ch'avrà fine;

E voi l'eternerete con gl'inchiostri.