XLII

By Bernardo Pulci

La fronte di cristallo, gli occhi stelle,

le ciglia d'oro, e cape' d'arïento,

di perle il naso, e le suo guance e 'l mento

son di rubin fra tante cose belle.

Le labra suo vïole paion quelle,

di neve il collo, e 'l suo ragionamento

pien d'onestà, dolcezza e sentimento,

nuovi cenni dal cielo, anzi novelle.

Non è forma mortal, ma celeste ombra,

balasci con cristallo e cari membri,

e ciò che vede in sé ritien com'ambra.

Ogn'altra luce questo sole ingombra.

Felice casa e camarlinga zambra

la notte del tesor, ch'è sanza essembri!