XLII

By Gaspara Stampa

Tu pur mi promettesti amica pace,

Amor, il dì che tua serva divenni,

mostrandomi i begli occhi, i guardi e i cenni,

ove tua madre alberga e si compiace.

Ed or, quasi signor empio e fallace,

poi ch'una volta il tuo giogo sostenni,

ad or ad or nove saette impenni,

ed accendi una ed or un'altra face;

e mi trafigi e mi consumi il core

col mezzo de l'orgoglio di colui,

che tanto gode, quanto altri si more.

Così, misera me, tradita fui,

giovane incauta, sotto fé d'Amore;

e doler mi vorrei, né so di cui.