XLII.

By Luigi Tansillo

Vinca armata ragion l'inerme doglia,

Che d'amor molle bagna il viril velo:

Tempri fé vera il vano ardente zelo,

Chi 'l mondo a pianger l'alta donne invoglia.

Quanto più l'alma bella, che si spoglia

Sì per tempo del casto e nobil velo,

Largo ebbe in terra di suoi doni il cielo,

Più siam noi certi, che lassù l'accoglia.

Prenda ragion la spada, e tronchi e fughe

Doglia importuna e vil, pria che c'impiaghe;

Si che l'alto valor vinto soggiughe.

Quella stessa cagion, che a noi fa vaghi

Di pianger gli occhi, quella anco gli asciughe;

E quel, che più n'attrista, quel n'appaghi.