XLII

By Pietro Jacopo De Jennaro

Quand'era in tempo de tranquilla etate,

che dolcemente Amor mi facia guerra,

spregiando il suo valor che 'l mundo afferra,

nulla extimava sua felicitate.

E dicea sempre: a mia forza e bontate

nuocer non può se non chi 'l forte atterra,

se la ragion vivace, alma non erra,

che vuol ch'arbitrio vinca voluntate.

Onde senz'altro più siguro schermo,

non timendo el crudel vano et antico

che mai la morte altrui gli fu discaro,

mi prese un giorno in un lacciuol sì fermo,

ch'a mal mio grado alle mie spese imparo

come extimar si de' sempre el nimico.