XLIII. - Matteo Franco, in difesa di Luigi Pulci
Franco, s'i' odo e ben porgo gli orecchi,
in verità che non mi pare onesto:
a un tuo par non si richiede questo,
e senne biasimato da parecchi
ch'uomini di virtù fontane e specchi,
perché ti se' in tal opera desto.
Ma questo tempo ti sarà richiesto:
tu ti vai voltolando in sugli stecchi.
Entrasti tu nella riligione
per dire uficio o studiare in sonetti?
Celebri tu con queste orazione?
Lascia Luigi e non far più dispetti.
La cherica richiede divozione
e buoni essempli in parole e 'n effetti;
e pur se ti diletti
di fare in versi, intendi el parlar mio:
fa cose in lalde de l'etterno Iddio.