XLIII

By Francesco Beccuti

Amor m'ha posto come scoglio a l'onda,

qual incude al martel, qual tòrre al vento

e com'oro nel fuoco; e 'l mio lamento,

donna, a voi grida, e non è chi risponda:

la treccia vostra inanellata e bionda

sol per mio danno ondeggia, e per voi sento

il colpo, il fiato e 'l fuoco, e non mi pento

ogni pena per voi chiamar gioconda.

L'orgoglio onda, martello il duro affetto,

lo sdegno è vento; e con tal forze Amore

non mi muove, non rompe e non m'inchina;

e l'accesa onestade e 'l bel sospetto

con la dolce ira è 'l fuoco ove 'l mio core

quanto più si consuma, più s'affina.