XLIII
E con l'aure di par, con l'onde a prova,
ohimé fuggendo rugge,
ohimé ruggendo fugge,
esta mia fera leggiadretta e nuova,
che sempre in lei rinnuova
bellezza, in me tormento,
sì brama di vedermi,
per quest'ermi d'Amor, nel mio lamento
un ruscel, quasi un vento.