XLIII

By Giovanni Boccaccio

L'alta speranza, che li mia martiri

soleva mitigare alcuna volta,

in noiosa fortuna ora rivolta

de' dolci mia pensier fatt'ha sospiri.

E gli amorosi e caldi mia desiri,

lacrime divenuti, la raccolta

rabbia per gli occhi fuor dal cor disciolta

Oh, s'io potesse creder di vedere

canuta e crespa e pallida colei,

che con isdegno nuovo n'è cagione!

Ch'ancor la vita mia di ritenere,

che fugge, a più poter m'ingegnerei,

per rider la cambiata condizione.