XLIII

By Giuseppe Parini

Oimè che turbine rivoltuoso

di cure asprissime mi turba il sen!

Porgimi, o Fillide, di vin spumoso

un orcio o un ciotolo, ma che sia pien.

Quest'è 'l dolcissimo caro e gioioso

al cor dei miseri contravelen:

per questo a ridere torna giocoso

l'imbriachissimo vecchio Silen.

Chi fu che 'l barbaro fiero dolor

frenò dell'esule vergine a Nasso,

se non quest'unico dolce liquor?

Chi fia che reggaci sul fianco lasso,

fugando il gelido senile orror,

presso a quell'ultimo dolente passo?