XLIII.

By Luigi Tansillo

Valli nemiche al sol, superbe rupi,

Che minacciate al ciel; profonde grotte,

D'onde non parton mai silenzio e notte;

Aer, che gli occhi d'atra nebbia occùpi;

Precipitosi sassi, alti dirupi,

Ossa insepolte, erbose mura e rotte,

D'uomini albergo, ed ora a tal condotte,

Che temon' ir fra voi serpenti e lupi;

Erme campagne, abbandonati lidi,

Ove mai voce d'uom l'aria non fiede;

Spirto son io dannato in pianto eterno,

Che fra voi vengo a deplorar mia fede;

E spero alfin con dolorosi stridi,

Se non si piega il ciel, muover l'inferno.