XLIII

By Remigio Nannini

Pensai che 'l tempo, il qual conduce e mena

Ogni cosa mortal (fuggendo) al fine,

Gli sparsi ghiacci e le gelate brine

Scemasser doglia all'angosciosa pena:

Ma non mi val perché l'età ch'affrena

I giovenil pensier m'imbianchi il crine,

Ch'io sento ancor dell'amorose spine,

Onde mi punse Amor, l'anima piena.

Deh, poi ch'ir mi conviene amando a morte,

Piacesse al ciel che di Madonna seco

L'alma portasse e la bellezza e 'l foco:

Che via minor del basso mondo e cieco

Saria la pena, e l'allegrezza e 'l gioco

Faria maggior della beata corte.