XLIII

By Torquato Tasso

Dopo così spietato e lungo scempio

e tante sparse lagrime e lamenti,

io non estinguo le mie fiamme ardenti

né parte ancor de' miei desiri adempio.

E se 'l fato non fosse ingiusto et empio,

al fonte di pietate avrei già spenti

gli interni ardori, e pur ne' miei tormenti

novo Tantalo fui con fero essempio,

perché fuggendo non scemò favilla

de la febre amorosa a tanta sete,

anzi dal cor ne sentii più calde faci,

onde fonte ricerco or più tranquilla

da cui per me si sparga umor di Lete,

e dritto è ben ch' io fugga onde fugaci.