XLIII
Chi è savio, gusti e ’ntenda,
e nessuno non ci riprenda!
Savam tutte convertite
per le buone spirazione,
del peccar tutte pentite
con gran pianto e contrizione;
fummo date a piú persone,
ché ci avessino in commenda.
Le promesse furon grande,
ma fu poi l’attener corto:
ne’ boschetti a mangiar ghiande
pres’aremo piú conforto!
Non sie gnun che ci dìe ’l torto
se no’ siamo state a menda.
Savam use a trionfare
con pollastre e buon piccioni,
sempre a cena a desinare
con be’ giovani garzoni:
sicch’ognuno ce la perdoni
del tornare a tal faccenda.
Tutte quante abbiàn disposto
di mandarne ognun contento,
e di dare lesso e arrosto
come fia vostro talento;
per avere oro e argento,
ne daremo alla tregenda.