XLIV

By Agnolo Firenzuola

Vorrei, donna, vedervi, e non vorrei;

Perché, s'io non vi veggio,

Moro, e s'io vi miro, aviemmi peggio.

Son senza guida, qual cieco in viaggio,

Senza cuor uom, o senza l'acqua il pesce,

S'io non vi veggio, un prato senza umore;

E s'io vi veggio, sì possente è 'l raggio

Che da gli occhi vostri esce,

E colma il petto di sì nuovo ardore,

Ch'io nol posso soffrire,

E ho invidia a chi muore:

E non vorrei morire,

Tanto dolce mi è, donna, il vostro fuoco.

O dolce affanno, o strano e crudel gioco!

Il viver mi dispiace,

E 'l morir non mi piace:

Che deggio adunque far? Dimmelo, Amore.

Ed ei risponde: – Ciò che piace a lei.