XLIV

By Domenico di Giovanni

Un topo e una topa e un topetto

m'hanno, con lor assedio, consumato.

E', quand'io dormo, escono de l'agguato:

un va da piedi e l'altro dal ciuffetto,

L'altro mi piscia addosso per dispetto;

e quando senton ch'io sono svegliato,

l'un qua e l'altro là subito entrato

e' non li veggio, che sian benedetto.

E, per pigliar li topi maladetti,

trappole ho tese lor e risogallo,

arsenico con lardo ed altri archetti ;

Ed ho due gatti, da fame constretti,

che non li piglian, vedendoli al ballo,

sì tosto d'imbucar par che s'affretti.

E con questi dispetti

io vivo: pensa se ho da consumarmi,

che da tre topi non posso aitarmi.