XLIV

By Giovan Battista Nicolucci

Aventuroso più d'ogn'altro legno,

se ben Argo si noma, e quella barca

che portò a Roma il trïonfal monarca,

mentre hai del mondo il mio dolce sostegno

sospiro invan sì prezïoso pegno;

- qui va - dico- qui posa, qui si scarca -

noto ogni passo che da te si varca,

teco son, teco sto, teco ne vegno;

quanto esser lunge puoi, qual è quel punto

in che t'imbocchi in mar, qual aura spiri,

ed altre cose tali in mente porto.

Deh, legno, in te foss'io con lei congiunto

senz'altri, e mai non si vedesse il porto,

e l'onda avesse dolci eterni giri!