XLIV

By Giovanni Della Casa

Quella, che lieta del mortal mio duolo,

ne i monti e per le selve oscure e sole

fuggendo gir come nemico sòle

me, che lei come donna onoro e colo;

al penser mio, che questo obietto ha solo

e ch'indi vive e cibo altro non vòle,

celar non pò de' suoi begli occhi il sole,

né per fuggir, né per levarsi a volo.

Ben pote ella sparire a me dinanzi,

come augellin che 'l duro arciero ha scorto

ratto ver' gli alti boschi a volar prende:

ma l'ali del penser chi fia ch'avanzi?

cui lungo calle e aspro è piano e corto,

così caldo desio l'affretta e stende.