XLIV

By Luigi Borra

Quando da la terrena spoglia frale,

ornata già di mille e mille allori,

lasciando 'l mondo e tutti i ciechi errori,

l'anima al ciel ebbe spiegate l'ale,

la bella Astrea, al gran caso fatale

mesta, si vide 'n tenebrosi horrori

rigar le gote di ferventi humori,

fatta presaga de l'eterno male.

La Fama che gran tempo fu smarrita,

altiera 'n segno di sì ricca preda,

sparse per l'aria l'honorato nome.

Atropo (forse non sarà chi 'l creda),

da sdegno mossa, si stratiò le chiome

poi che con morte 'l trasse a miglior vita.