XLIV.

By Luigi Tansillo

Cantai, Serone, ed arsi, e 'n pure note

Sfogar cercai, non illustrar mio foco;

E piacqui sì talor, che in più d'un loco

Ancor son forse le mie fiamme note.

Or ardo ben, ma il petto fuor non pote

Mandar l'usato suon; sì dentro è roco:

E quanto più il tuo Febo a segni invoco,

Men dal grave silenzio mi riscuote.

E quel, che il mio pensier più tien confuso,

Parmi (sì cresce dei cantor lo stuolo)

Parnaso ogni umil colle divenuto.

Son forse io qual augel, ch' 'n gabbia chiuso,

Canta all'ombra ed al sol, mentre egli è solo;

E locato tra molti, divien muto.