XLIX. - [Alla donna, perchè non ascolti una maldicente]
Serena luce d'ogni biltà piena,
fontana d' intelletto e discrezione,
di sapienza più che Salamone,
leggiadra e signoril donna serena;
non fu giammai Isotta o Pulisena,
Lucrezia e Adriana o Ansalone,
o Almena che fu d'Anfetrione,
né mai simil a te, alma serena.
La sapienza tua non voglia pôrre
orecchi alle parole di colei
che per invidia mi vorrebbe storre;
e però tanto incolpa e modi miei.
Tal pena dal mie cor non posso torre,
e s'i' potessi contento sarei.
È certo ch' i' vorrei
elegger prima di voler morire
che mi lasciassi per lo suo mal dire.